Home page
 






L'esperto risponde
Glossario medico
Automedicazione
Alimenti: banca dati
Alimenti: linee guida
Vitamine & C
Test di laboratorio
Glossario del farmaco
Società scientifiche
I link della solidarietà
Percentili di crescita


Allergologia
Farmaci antiallergici
Andrologia
Anestesiologia
Angiologia
Bioetica
Consenso informato
Biotecnologie
Cellule staminali
Ogm
Cardiologia
Infarto
Ipertensione
Chirurgia
Chirurgia estetica
Chirurgia plastica
Trapianti
Cure palliative
Dermatologia
Acne
Calvizie
Cosmesi
Malattie cutanee
Ematologia
Anemia
Trasfusioni
Endocrinologia
Diabete
Obesità
Tiroide
Farmacologia
Consumi
Farmaci
Farmaci generici
Farmacovigilanza
Gastroenterologia
Calcoli biliari
Disturbi gastrici
Malattie del fegato
Malattie intestinali
Genetica
Geriatria
Ginecologia
Contraccezione
Fecondazione assistita
Gravidanza
Menopausa
Immunologia
Malattie autoimmuni
Vaccini
Malattie infettive
AIDS
Epatite virale
Influenza
Malattie da insetti
Malattie da prioni
Meningite
Sessualmente trasmesse
Malattie rare
Adrenoleucodistrofia
SLA
Medicine alternative
Agopuntura
Fitoterapia
Omeopatia
Nefrologia
Neurologia
Alzheimer
Cefalea
Epilessia
Ictus
Insonnia
Parkinson
Sclerosi multipla Neuroscienze
Nutrizione
Celiachia
Disturbi alimentari
Functional food
Vegetariani
Odontoiatria
Oftalmologia
Difetti visivi
Disturbi visivi
Oncologia
Leucemia
Terapie anticancro
Tumore al polmone
Tumore al seno
Tumore del colon
Tumori della pelle
Ortopedia
Artrite e Artrosi
Disturbi della colonna
Osteoporosi
Otorinolaringoiatria
Sinusite
Tonsille
Pediatria
ADHD
Farmaci
Malattie infantili
Pneumologia
Asma
Infezioni respiratorie
Prevenzione
Attività fisica
Salute della donna
Primo soccorso
Medicina delle catastrofi
Pronto soccorso
Psichiatria
Autismo
Psiche e dipendenza
Schizofrenia
Psicologia
Ansia
Depressione
Dipendenza da internet
Innamoramento
Psicosomatica
Stress
Salute e ambiente
Acqua
Bioterrorismo
Clima
Inquinamento
Radiazioni
Salute e lavoro
Salute e sport
Doping
Fitness
Salute e viaggi
Sanità
Professione medica
Servizi di assistenza
Spesa sanitaria
Strutture sanitarie
Solidarietà
Tecnologia
Diagnostica
Protesi bioniche
Telemedicina
Tossicologia
Alcol
Droghe
Fumo
Urologia
Cistite
Incontinenza
Prostata

 

 

Neurologia

Ultimo aggiornamento: 03/10/07

Cento anni da neuro

La Società italiana di Neurologia (SIN) si prepara a festeggiare il suo centenario con il XXXVIII Congresso Nazionale, che si terrà a Firenze dal 13 al 17 ottobre, anticipato durante una conferenza stampa a Milano. Tra gli argomenti che stanno vivendo interessanti sviluppi, troviamo una malattia antica come l'epilessia e uno spettro di disturbi, quelli del dolore neuropatico, d'inquadramento più recente.

Dall’epilessia...
Le maggiori conoscenze della storia naturale dell'epilessia – ha spiegato il professor Beghi, a capo del Laboratorio di malattie neurologiche dell'Istituto Mario Negri – e la disponibilità di sofisticati strumenti per l'imaging diagnostico, permettono oggi di distinguere tra singole crisi epilettiche ed epilessia, sin dagli esordi. Una singola crisi di tipo epilettico, infatti, può avere origini diverse e, pur rappresentando un fattore di rischio, non implica necessariamente il ripetersi di altre crisi. Il primo passo che compie il neurologo è quello di verificare tramite elettroencefalogramma e, quando possibile, il racconto di un testimone, le caratteristiche dell'episodio. Quando si tratta di una crisi provocata significa che c'è stato un danno neurologico acuto, cioè una causa che va individuata (e qui sono essenziali TAC e Risonanza magnetica) e corretta. Un grave trauma cranico, un'infezione cerebrale, un ictus, alterazioni del metabolismo, possono scatenare una crisi convulsiva ma, superata la fase acuta, non ci sarà epilessia. Diversamente, la comparsa di una crisi spontanea, cioè senza una causa documentabile, rappresenta un campanello d'allarme. In circa una metà di questi casi, infatti, le crisi si ripresenteranno nei due anni seguenti, mentre nell'altra metà il fenomeno resterà isolato. È a questo punto che la valutazione anamnestica e clinica da parte dello specialista si integra con le priorità contingenti del paziente, nella scelta di iniziare o ritardare un trattamento farmacologico. Trattamento che è solo volto al controllo dei sintomi e perciò mirato a garantire salute e tranquillità psicologica al paziente, prima che all'urgenza di porre una diagnosi irrevocabile.

...al dolore neuropatico
Di tutt'altro genere è il trattamento farmacologico del dolore neuropatico che, pur con l'entrata in commercio di farmaci moderni e specifici, non si caratterizza ancora per una efficacia sufficiente. Il dolore neuropatico rientra nella più ampia famiglia del dolore cronico, quello che, secondario ad altra malattia, finisce per diventare il problema dominante, come ha spiegato Giorgio Cruccu, ordinario di neurologia all'Università La Sapienza di Roma. Secondo le stime più recenti i medicinali, anche quando prescritti adeguatamente, risolvono solo il 30-40% delle sindromi dolorose e questo nonostante i progressi delle neuroscienze abbiano fatto luce su molti dei meccanismi alla base della percezione del dolore. Gli scienziati hanno chiarito come funziona la nocicezione, cioè la percezione di uno stimolo potenzialmente lesivo e la sua trasmissione; tecnicamente una serie di segnali che definiscono l'intensità e la zona di provenienza dello stimolo. Questo sistema si può studiare e colpire selettivamente con i farmaci: ma è solo una parte del problema. Il dolore, infatti, è la l'interpretazione soggettiva, più o meno spiacevole, dello stimolo percepito; quando il dolore cronicizza diventa sofferenza, cioè un male generalizzato, non più solo fisico, che condiziona negativamente tutti gli aspetti della vita del paziente. Il dolore neuropatico è conseguenza di disfunzioni del sistema nocicettivo, provocate da neuropatie periferiche, sclerosi multipla o ictus cerebrale. Gli approcci farmacologici più recenti mirano a interferire virtuosamente con il sistema di trasmissione nervosa e derivano, infatti, da simili approcci ai neurotrasmettitori, un antidepressivo (duloxetina) e un antiepilettico (pregabalin). Sono molecole efficaci e selettive, come molto efficaci continuano a essere i derivati della morfina, ma tra alleviare il dolore e restituire una vita serena c'è ancora un vuoto che la medicina deve colmare, e non è detto che sia una pillola la soluzione.

Elisabetta Lucchesini


Fonte
Conferenza stampa SIN. Milano, 1 ottobre 2007



Neurologia

Cento anni da neuro
Speranze per le lesioni spinali
Prevenzione possibile
Più luce sull’atassia
Non solo Alzheimer
Eredità incurabile
Brindisi salvacerebro
Quel cromosoma in più

homechi siamo lavora con noicontattaci

Tutto il materiale in questo sito è copyright 1995/2009 © Elsevier Srl
Via Paleocapa, 7 - 20121 Milano - Tel. 02 88184.1 Fax 02 88184.301 - www.elsevier.it - È vietata la riproduzione anche parziale. 
Iscrizione al Registro Nazionale della Stampa n° 5290 del 05-08-1996 - Registrazione del Tribunale di Milano n° 357 del 08-06-2001