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Trasfusioni

Ultimo aggiornamento: 28/03/08

Il sangue non invecchia bene

Il ricorso alle trasfusioni in medicina è ormai pratica così consolidata che, secondo un editoriale pubblicato sul New England Journal of Medicine, i medici neanche se ne preoccupano più come un tempo. Grazie alle tecniche analitiche sempre più sofisticate, anche tutti gli emoderivati sono estremamente sicuri. Così capita sempre più raramente che si trasmettano infezioni per mezzo delle trasfusioni. Ma non si può stare mai tranquilli e se sotto questo profilo i rischi vanno ridimensionandosi, ne sopraggiungono di nuovi e le trasfusioni finiscono per non essere ancora del tutto sicure. Tra i fattori potenzialmente pericolosi c'è il tempo per il quale il sangue è stato conservato. L'FDA parla di 42 giorni come tempo massimo, il tempo necessario per le banche del sangue per gestire le scorte. Ma la qualità non ne risente? A giudicare da uno studio, pubblicato sul New England, sembrerebbe di si, ma il Centro Nazionale Sangue dell'Istituto Superiore di Sanità invita alla cautela, prima che si creino immotivati allarmismi.

Il rischio aumenta
Lo studio innanzitutto. Non è il primo, osservano gli stessi autori, ad andare in questa direzione: già in precedenza, infatti, era stata avanzata l'ipotesi che il rischio di complicazioni successive a una trasfusione aumentasse se il sangue trasfuso era conservato per lunghi periodi. Il problema è che le cellule del sangue vanno incontro a modifiche strutturali e funzionali nel tempo, con il rischio che si riduca la loro funzionalità nonché la fattibilità della trasfusione. Ma i risultati raggiunti sull'argomento sono controversi e comunque gli studi effettuati sono di piccole dimensioni e condotti su popolazioni eterogenee. I dati presi in esame nel nuovo studio riguardano soggetti sottoposti a un by-pass aortocoronarico o all'innesto di valvole cardiache e trasfusi in questa circostanza. Più precisamente 2872 pazienti hanno ricevuto unità di sangue conservate per meno di 14 giorni; i rimanenti 3130, unità di sangue più vecchio. Al termine della valutazione i ricercatori hanno riscontrato significative differenze tra i due gruppi, con rischi decisamente maggiori per chi aveva ricevuto il sangue più vecchio. Queste conclusioni non mancano, come sottolinea l'editoriale che accompagna lo studio, di sollevare due importanti questioni. Si tratta di risultati generalizzabili? E poi ammesso che lo siano, è possibile senza ricorrere a trasfusioni avere esiti migliori?

Le perplessità non mancano
Quanto al primo quesito i pazienti presi in esame hanno in media 70 anni e un numero sostanziale di patologie coesistenti. E in altri pazienti che cosa sarebbe successo? Quanto al secondo quesito solleva anch'esso un tema non nuovo: quello del confronto tra politiche trasfusionali più restrittive contro politiche più liberali, in contesti come le unità di cura intensive. Il nuovo studio introduce nuovi elementi al dibattito, sottolinea l'editoriale. E comunque va considerato il rischio di ridurre le scorte con una maggiore rigidità sui tempi di conservazione. Perplessità condivise da un comunicato dell'Istituto Superiore di Sanità. "Lo studio di cui si parla è retrospettivo, non randomizzato, condotto su una specifica categoria di pazienti e come tale, precisa il Direttore del Centro Nazionale Sangue (CNS) Giuliano Grazzini, è da considerarsi solo un ulteriore contributo a un importante oggetto di ricerca della medicina trasfusionale, sul quale esistono ancora rilevanti controversie e aspetti scarsamente indagati". Servono ulteriori studi, che peraltro la responsabile della ricerca statunitense ha annunciato come imminenti; lo stesso CNS sta avviando in collaborazione con il Laboratorio di proteomica dell'Università della Tuscia, un progetto di ricerca incentrato sullo studio dell'impatto di diversi tipi di soluzioni conservanti sui fenomeni ossidativi della membrana dei globuli rossi durante la conservazione. Ancora oggi, secondo i dati dell'OMS, migliaia di persone muoiono nel mondo per la assoluta mancanza di sangue. Non importa se vecchio o giovane.

Marco Malagutti

Fonti
Duration of Red-Cell Storage and Complications after Cardiac Surgery Adamson JW. New Blood, Old Blood, or No Blood?



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