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Allergologia

Ultimo aggiornamento: 13/10/06

Un turbovaccino per l’allergico

L’allergia - si sa - è fastidiosa; può arrivare all’improvviso o essere in agguato a ogni cambio di stagione, può rendere temibili o addirittura pericolosi pollini, cibi, insetti e polvere. Come se non bastasse, negli ultimi vent’anni il fenomeno è in costante aumento. Una cura risolutiva esiste e funziona, si chiama immunoterapia; è conosciuta e praticata da quasi un secolo e la sua efficacia è testimoniata da numerosi studi clinici ma richiede alcuni anni. O forse richiedeva, dal momento che oggi alcune ricerche prospettano un approccio più rapido. In pratica gli agenti in grado di scatenare l’allergia –detti allergeni- vengono somministrati ripetutamente in piccole dosi finché l’organismo non si abitua e la risposta immunitaria viene modulata.
Il rimedio non è adatto a tutti: non funziona nei casi di eczema, allergia alimentare e orticaria cronica ed è rischioso per chi soffre di malattie coronariche, asma grave o per chi usa beta bloccanti. È invece indicato per chi reagisce a polline, polvere, forfore di animali ed acari Per potersi vaccinare, una volta verificato di appartenere a una delle categorie trattabili, bisogna sottoporsi a un test che confermi che ai sintomi clinici corrisponde una maggiore attività delle IgE, le immunoglobuline responsabili dell’allergia: il procedimento più utilizzato è il cosiddetto “skin test”, in cui gli allergeni sono inoculati sottocute e la reazione viene osservata a distanza di breve tempo. A questo punto inizia il lungo cammino dell’immunoterapia: l’allergologo –basandosi sui sintomi e sul risultato dello skin test- seleziona un vaccino che sarà diretto solo contro gli allergeni più rilevanti e lo somministra sottocute in quantità variabili secondo due fasi, l’induzione ed il mantenimento. Nella fase di induzione si iniettano dosi crescenti di allergene 1 o 2 volte alla settimana intervallate da almeno due giorni per un periodo di 4-6 mesi fino al raggiungimento della dose massima. A questa segue una fase di mantenimento che prevede iniezioni ogni 2-6 settimane e che dura generalmente dai 3 ai 5 anni. Le reazioni più comuni a questa terapia sono di tipo locale e possono essere prevenute somministrando antistaminici prima del trattamento, ma il rischio di shock anafilattico, per quanto remoto, rende necessario eseguire i trattamenti in ambulatorio. Un problema non da poco, se si considera il fatto che stiamo parlando di terapie che durano anni. Per ovviare a questo, i ricercatori stanno giustamente cercando di formulare vaccini che richiedano tempi di cura un po’ più brevi e protocolli più semplici da seguire.

L’acceleratore è il DNA
In uno studio recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine, un gruppo di ricercatori ha testato un vaccino per l’allergia all’ambrosia che richiederebbe solo sei somministrazioni. Il farmaco, denominato AIC, era ottenuto coniugando l’allergene della pianta a una sequenza di DNA a sua volta in grado di legarsi ad un particolare recettore (TLR9) delle cellule immunitarie. Questo legame sembrerebbe portare all’inibizione dei linfociti TH2, responsabili delle reazioni allergiche e potrebbe accelerare il processo di immunizzazione. Il vaccino è stato somministrato a 25 pazienti prima della stagione della fioritura una volta alla settimana per sei settimane. I risultati hanno dimostrato che, nelle due stagioni successive, chi aveva assunto l’AIC presentava sintomi allergici meno gravi rispetto al gruppo placebo, e non si osservavano effetti collaterali significativi. Il numero di pazienti considerati in questo esperimento è certamente modesto e due stagioni sono poche per stabilire se l’efficacia sia veramente a lungo termine, ma sono già stati programmati altri esperimenti per confermare il dato e verificare se veramente questa sequenza di DNA possa fungere da turbo per l’allergene.

Raffaella Bergottini


Fonti
Creticos PS et al. Immunotherapy with a ragweed-toll-like receptor 9 agonist vaccine for allergic rhinitis New England Journal of Medicine 2006 Oct 5;355(14):1445-55
Stokes JR, Casale TB. Allergy immunotherapy for primary care physicians American Journal of Medicine 2006 Oct;119(10):820-3

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